Running Blog
Il mio blog delle maratone di Outruncancer
Nonostante la frustrazione non si molla
Sono sorpreso (e ringrazio) che i miei amici e la mia famiglia mi siano ancora vicini. Non credo di essere riuscito a mascherare la mia frustrazione, disperazione e negativita’ di essere stato forzato in panchina per quattro mesi.
Dal mio ritorno in Australia in Aprile, il mio piede sinistro non mi ha dato tregua. Ad oggi, non sappiamo cosa ci sia che non va e quale sia il recupero migliore. Ma facciamo qualche passo indietro..
Alla fine di Gennaio, in coincidenza con la fase di “peak” della mia preparazione, dopo l’ultimo allenamento di una settimana da 200km (con 2 mezze maratone consecutive e 3 maratone consecutive in 6 giorni) ho sentito un dolore distinto alla base del mio piede, tra l’arco ed il tallone. Ho dato la colpa alla corsa appena compiuta dove, da principiante, ho fatto l’errore di lasciarmi coinvolgere nell’allenamento di qualcun’altro. Un allenamento aggressivo, molto piu’ veloce del necessario. Il dolore era simile a qualcosa che avevo avuto un paio d’anni prima, nell’altro piede, con il nome esotico di “plantar fasciitis”. Ho preso un paio di giorni di riposo, massaggiato, stretchato e ho pensato che si sarebbe risolto cosi. Ma niente da fare.. ed ha cominciato a darmi sempre piu’ fastidio. Un paio di settimane dopo, ho bloccato il piede con un cerotto ed ho completato la maratona su treadmill parte dell’evento di beneficenza che avevo organizzato a Sydney. Mi sono poi deciso a vedere un dottore sportivo che, dopo avergli spiegato che sarei partito a breve per correre 20 maratone in Italia, mi ha fatto una iniezione di cortisone per placare l’infiammazione. Un paio di settimane dopo ero in Italia ed il mio piede era ok, on po’ di fastidio ogni tanto ma niente di grave. Ho cominciato le mie maratone e tutto andava bene.. fino alla maratona 16 a Trento, dove ho cominciato a sentire un po’ di dolore. A quel punto non avevo altra soluzione usare nuovamente il cerotto sportivo per distribuire la pressione il piu’ possibile e continuare a correre, cosi’ ho fatto. Il mix di cortisone, andrenalina e determinazione mi ha aiutato a completare le mie 20 maratone. Durante il viaggio di ritorno a Sydney, Lidia ed io ci siamo fermati per un paio di giorni a Dubai, per rilassarci e fare una micro vacanza. Abbiamo passato un pomeriggio a passeggio per la citta’, i vari centri commerciali, la spiaggia.. abbiamo fatto i turisti insomma. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. Arrivati a sera, stavo letteralmente zoppicando. Il dolore era insopportabile. Come una lama che entra piu’ profondamente ad ogni passo. Il giorno successivo ancora peggio. Una volta a Sydney, mi sono precipitato dal mio massaggiatore, certo che avrebbe risolto. Purtroppo con nessun successo visto che questa “plantar fasciitis” non se ne voleva andare. Non ho corso quasi per niente, lasciando riposare il mio piede il piu’ possibile. Tre sessioni di agopuntura ed un massaggio profondo molto doloroso con una barra di metallo : | . Ho rinunciato alla 100km di North Face visto che a quel punto non riuscivo nemmeno a camminare senza un dolore atroce. Ho visto un dottore, fatto i raggi e la risonanza magnetica. Uno specialista conferma che si tratta di plantar fasciitis e che l’unica cosa da fare e’ altro cortisone. La risonanza magnetica dice che non c’e’ traccia di “plantar fasciitis” ma c’e’ una piccola ciste. Comincio a notare un piccolo nodulo alla base del piede. Provo a prendere un appuntamento con il migliore chirurgo (specializzato in piedi) di tutta Sydney ma vengo re-indirizzato ad un altro medico del piede/caviglie di altrettanta fama. Fa rivalutare la mia risonanza magnetica e concludono che si tratta di una lesione al muscolo plantare.
La spiegazione mi convince perche’ e’ in linea con il tipo di dolore che sento. Mi ordina 6 settimane di tutore e di terapia d’onde d’urto. Per quanto riguarda il nodulo, mi dice che potrebbero essere diverse cose.. meglio aspettare le 6 settimane prima. Tengo il tutore e cancello tutte le mie altre corse: Tough bloke challenge, Hunter Valley marathon, Sydney City to Surf 14km, Oxfam 100km. Dopo sei settimane, mi tolgo il tutore, passeggio fino alla caffetteria dietro l’angolo ed il dolore si ripresenta. Peggiora di giorno in giorno nonostante i massaggi ed esercizi del fisioterapista. Quattro giorni dopo richiamo il mio medico, siamo punto a capo. Anche se non doloroso come quattro mesi fa, il dolore e il nodulo sono ancora li. Domani, mi spettano un altra risonanza magnetica e ultrasound e vedro’ il mio medico Mercoledi. L’obbiettivo e di capire cos’e’ questo nodulo. Potrebbe essere una ciste, un fibroma, ledderhose disease, una cicatrice .. ognuna di queste cose con una cura (tentativo di cura) diverso. In ogni caso, sembra che restero’ in panchina ancora per un po’..
Potete immaginare la mia frustrazione.. non solo non ho corso da una vita ma dopo tutto questo riposo e tutti i soldi spesi in trattamenti, tests e visite specialistiche, non siamo vicini a capire cosa c’e’ che non va con il mio maledetto piede. La cosa piu’ preoccupante e’ che sembra che qualsiasi diagnosi non ha una cura certa. E perche’ non riesco a trattenermi, passo ore ed ore a leggere online casi simili.. e mi deprimo.
Negli ultimi quattro mesi, ho realizzato quanto amo correre. Ho provato a mantenermi in forma, positivo ed energetico con tutti gli sport e attivita’ che il mio piede mi permette. Palestra, bicicletta, spinning, rowing, pilates, corsa nell’acqua, nuoto. e la settimana scorsa ho cominciato rock climbing. Nessuno di questi sport mi ha dato la stessa soddisfazione che sento alla fine di una corsa. E’ un po’ triste da ammettere ma mi ritrovo impalato a guardare i vari runners che incontro, studiando come si muovono ed immaginando come si sentono. Parlo con i miei amici che mi raccontano dei loro allenamenti e corse e, devo ammettere, mi farebbe meno male se mi dessero un pugno sul volto. Seguo le gare di Lidia ed altri e li vivo come punizioni.
Non sto certo vivendo questo infortunio nel migliori dei modi!!
MA.. fortunatamente, c’e’ sempre un MA..
Nelle ultime settimane ho realizzato che sono fortunato ad avere cosi’ tante persone, colleghi, amici e familiari che fanno il tifo per me. Ogni giorno, almeno due o tre persone mi chiedono come sta andando con il mio piede e se ci sono dei progressi. Un paio di giorni fa poi, quattro amici hanno fatto un gesto che mi ha veramente toccato. Per una corsa qui a Sydney (100km su trail, un’altra corsa alla quale ho dovuto rinunciare) hanno indossato le magliette verdi di Outruncancer. Mi sento veramente onorato che abbiano pensato a me per la corsa e che, in qualche modo, mi hanno fatto partecipare. Tra l’altro hanno fatto un tempone.. 14ore e 56 minuti! .. questo conferma che le mie magliette fanno andare piu’ veloce!! Sono fortunato ad avere una persona come Lidia al mio fianco. Ha sopportato il mio cambiamento costante di umore e livelli di energia, la mia irritabilita’ ed il mio parlare sempre del mio piede! Ha fatto di tutto per tenermi positivo.. e’ proprio la mia stella.
E tutto questo cross training non e’ poi cosi’ male.. nelle ultime due settimane in particolare, ho ricominciato a fare un po’ di nuoto. Nell’oceano. Posso nuotare tranquillamente un kilometro e mezzo in poco meno di mezzora. Sicuramente non veloce per gli standard di qualsiasi nuotatore decente, certamente un bel miglioramento per me. Non sono ancora a mio agio con l’idea di cosa potrebbe nuotare sotto di me, ma anche li sto piano piano migliorando.. specialmente perche’ dove nuoto normalmente, squali (piccoli ed innocui) sono incontri normali. Meno di frequente, ci sono balene e delfini! Non sto scherzando.. la settimana scorsa, mentre uscivamo dall’acqua, un gruppo di 5-6 delfini e’ spuntato dove stavamo nuotando cinque minuti prima. Il mese scorso, una balena – si una balena – e’ spuntata a qualche metro dal gruppo di nuotatori! Questa e’ l’Australia!!
Sembra proprio che dovro’ essere paziente ancora per un po’. Ho molte speranze per i test di domani. Ho bisogno di risposte e di una strategia di attacco. Una cosa e’ sicura, non mollo. Ci sono troppe persone che fanno il tifo per me e mi piace troppo correre! Faro’ di tutto per ritornare in sesto il prima possibile per cominciare a parlare della prossima sfida.
Grazie
Luca
Si riparte!
E’ passato un mese dalla mia ultima maratona italiana e dall’ultimo post. Molte persone mi hanno chiesto “ed adesso?” ma non ho ancora trovato una chiara risposta.
Da quando sono tornado in Australia, mi sono impegnato a tornare “alla vita reale”, ad una routine ed un equilibrio finanziario. Ero contento di ritornare al lavoro e raccontare tutte le mie “storie di guerra” agli amici e colleghi. Il caldo benvenuto ricevuto mi ha fatto realizzare ancora una volta che posso chiamare Sydney casa. Le camminate sulla riserva di Cremorne e la vista dell’Opera House e Harbour Bridge mi riempiono il cuore, un altra conferma che appartengo a questo posto.
Passando da una routine di correre una maratona prima di pranzo, viaggiare per il resto del pomeriggio e blogging alla sera, ad essere seduti ad una scrivania per 8 ore al giorno e spendere il resto del tempo su faccende di casa, e’ stato (ed ancora e’) molto difficile e disorientante. Un grande cambiamento, fisico e mentale. Solo ora sto cominciando a riaddattarmi al vecchio/nuovo regime. A complicare le cose, i tre giorni a camminare ed esplorare Dubai hanno dato li colpo di grazia al mio piede gia’ infortunato ed alquanto infiammato. Come risultato, ho dovuto prendere 3 settimane di pausa dalla corsa.. o dovrei dire ho fatto del mio meglio.. sono andato per qualche corsa breve (8km) nonostante il dolore. Ho provato a fare del ciclismo, classi di spinning e palestra, ma non hanno funzionato! Dovevo correre a tutti i costi! Lo so.. suona da malati! Che ci posso fa’? Il piede ora sta piano piano tornando sulle sue mentre ho gia’ l’acquolina in bocca per le prossime avventure ** (leggi sotto)!
Durante il processo di riadattamento, ho avuto la possibilita’ di riflettere su quello che sono riuscito a fare e quello che mi sta davanti. L’esperienza di Outruncancer ha allargato le barriere di quello che pensavo di essere in grado di fare, a livello personale o fisico. Mi ha dato un boost di energia e confidenza incredibile! Ora CREDO che con la dedizione giusta posso fare “qualsiasi cosa”. Non perche’ io mi senta speciale ma perche’ ho realizzato che come essere umani abbiamo questa incredibile fonte di energia dentro di noi e si tratta solamente di riuscire a trovare l’interruttore giusto per attivarla. Con questa nuova “conoscenza”, viene la responsabilita’. Ora tocca a me .. come voglio modellare la mia vita? Ed Adesso?
Mi e’ sicuramente piaciuta la sfida fisica e mentale di correre 20 maratone in 29 giorni e di dedicare cosi tanto tempo per prepararle. Quello che mi e’ piaciuto certamente di piu’, e’ stato il contatto con le persone, coinvolgere altri nel mio progetto di beneficenza e farli sentire parte. E che bella sensazione scoprire di aver in parte contribuito ispirando persone a cominciare a correre o smettere di fumare o a nutrirsi in modo piu’ salutare. Per non menzionare l’immensa soddisfazione di raccogliere $$$ per una buona causa ed essere vicini al goal – 43000$ ad oggi. Queste sono certamente cose che voglio continuare a fare.. in un modo od un altro, come protagonista o supporto ad altri. Quindi, c’e’ qualcuno che ha qualche idea o progetto pazzo in cantiere??? J A livello lavorativo ho realizzato che e’ arrivato il tempo di cambiare marcia, investire e dedicare energia a quello che sto facendo o voglio fare cercando successo e soddisfazione. Tempo di accendere quell’interruttore di nuovo.
Sono troppo serio.. ma non vi preoccupate.. si tratta di un malore temporaneo!! J
A riguardo delle mie prossime avventure, qui il programma corse :
19/05/2012 : North Face 100: 100km in montagna (Blue Mountains)
30/06/2012 : Tough Bloke Challenge: Corsa con ostacoli stile guerra (Sydney)
22/07/2012 : Hunter Valley Marathon: Maratona nella zona vinicola fuori Sydney! Ovvio che il soggiorno sara’ prolungato!
24/08/2012 : Oxfam Trailwalker: un altra 100km in montagna sulla famosa Great North Walk
Sono eccitatissimo per la 100km della settimana prossima, una delle migliori Ultra australiane. Data la condizione del mio piede, molto facilmente non arrivero’ alla fine ma non importa .. sara’ comunque bello correre un po’ di km su quel tracciato. Poi non si sa mai .. magari succede un miracolo!
Per ora e’ tutto, a presto!
Ciao
L
Maratona #19 Veneto Bovolone 14/04/2012
Serviva qualche giorno per rendersi veramente conto che e’ tutto finito.
E’ come un passo indietro od in avanti nella realta’ al quale non mi sono ancora abituato. Mi sembra strano non alzarmi prestissimo al mattino per fare una colazione da leoni prima di 4 ore di corsa. Ed a dire la verita’ mi manca gia’ un po’. Ma parlero’ di questo piu’ avanti, quando avro’ veramente avuto il tempo di riflettere su tutte le cose che sono successe in questo mese, le sensazioni e le persone meravigliose che ho conosciuto durante questa avventura.
La maratona numero 19 a Bovolone, era destinata ad essere la piu’ bella di tutte le 20 corse. Non solo perche’ Bovolone e’ il mio paese natale ed un sacco di amici e parenti avrebbero fatto la corsa con me, ma anche perche’ e’ stata una delle corse piu’ ben organizzate. Per questo devo ringraziare prima di tutti il comune di Bovolone, nelle persone del sindaco Emilietto Mirandola e l’assessore allo sport Costantino Turrini per aver colto a braccia aperte questa iniziativa e per essersi adoperati in tutto e per tutto per far si che fosse un successo e riscuotesse ampia visibilita’ in tutta la regione. I gruppi sportivi locali poi – l’Atletica Bovolone, il gruppo podisti Sbandati, il gruppo podisti Villafontana- sono stati grandiosi. Non solo nel tracciare una corsa che permettesse a tutti di partecipare, ma anche per aver passato parola ed ingaggiato cosi’ tanti corridori. L’aiuto poi non si e’ fermato qui, tanti altri gruppi (ora ricordo solamente il gruppo alpini, vespa club, contrade caltrane e canton, corpo polizia municipale, protezione civile, pro loco ) si sono presi in carico di tanti altri aspetti logistici della corsa, come i ristori e sicurezza. La lista dei nomi e’ molto lunga, quindi lascio un ringraziamento generale.. la giornata e’ stato un successo soprattutto grazie a voi.
Una persona che sento di ringraziare per nome, e’ mio padre Luigi. Senza di lui la corsa non si sarebbe mai fatta. Per tre mesi si e’ fatto un mazzo incredibile per organizzare ed aiutare in tutti gli aspetti. Secondo me c’e’ del talento da sfruttare..
Alla corsa di Bovolone c’erano proprio tutti.. amici, parenti e persone che non avevo mai visto prima. Chi a piedi, chi in bici, chi in pattini, siamo partiti tutti alle 8:30 di Sabato 14 Aprile dal parcheggio dello stadio di Bovolone. Forse 30 o 50 di noi.. non saprei proprio dire dal momento che la gente si aggiungeva ad ogni angolo. Nonostante il cielo grigio tutti sorridevano, era evidente che sarebbe stata una bella giornata.
Il circuito era costituito da un giro da 5km per la valle del fiume Menago e quattro giri da 9km attraverso il paese, con 2 punti di ristoro strategicamente piazzati a circa 5km l’uno dall’altro.
Come dicevo il background dei partecipanti alla corsa era molto misto.. : c’era il mio amico australiano Terence, un gruppo di podisti da Mantova, dei ragazzi di Verona, alcuni podisti di Bovolone, ragazzi e ragazze che non avevo visto dai tempi delle scuole medie, un gruppo di miei ex colleghi da Castiglione delle Stiviere, gli immancabili Giorgio e Betta, un ragazzo tedesco e la moglie peruviana, i genitori di Lidia, Beatrice, molti dei miei zii e cugini, i miei amici Cau Bono G, chi alle prime armi con la corsa e chi di maratone ne ha fatte piu’ di 300. Insomma, una varieta’ di persone, nessuno con lo stress da prestazione o tempo. Tra i vari partecipanti c’era anche Cinzia, la ragazza di cui vi ho parlato qualche tempo fa che dopo aver gia’ affrontato e vinto la sua battaglia contro il cancro, ha corso con noi la sua prima maratona per dimostrare ancora una volta il suo coraggio e la sua determinazione. Mi sento veramente onorato che Cinzia abbia scelto di correre con noi. Lei e’ l’esempio di come si puo’ reagire ad una malattia come il cancro, la sua corsa vale piu’ di 20, 50, 100 delle mie. Il suo rialzarsi in piedi e non mollare mai e’ uno degli insegnamenti che mi portero’ a casa. (Ed in una nota, la sua prima maratona in 4ore e 15 minuti direi che e’ un buonissimo risultato.. non dite??)
Potrei scrivere un libro sulla corsa di Bovolone, tanto intensi sono stati tutti i minuti delle 3ore e 50minuti della corsa. Ho avuto la possibilita’ di parlare e scherzare con tutti, ho corso ad un metro da terra tanto era l’andrenalina e la consapevolezza di una giornata speciale ed irripetibile. Ho conosciuto persone dal cuore grande che hanno viaggiato per ore o ci hanno dedicato la giornata per esprimere il loro supporto.
E’ stato indescrivibile, tagliare il traguardo in gruppo con cosi’ tante persone ad applaudire, con tutte le persone care ad aspettarci alla fine. Non sono riuscito a trattenere l’emozione e mi si sono gonfiati gli occhi di lacrime. Lacrime di felicita’, lacrime in ricordo di mia madre, della sua sofferenza e di quando amore ha dato nella sua vita. Lacrime di liberazione perche’ sono riuscito a fare una corsa in suo onore nel suo paese.
Il Sindaco mi ha omaggiato con il gagliardetto della citta’ di Bovolone. Dopo una risposta cosi’ calorosa da parte del paese, devo dire che sono veramente orgoglioso del regalo e lo appendero’ in casa a Sydney, per non dimenticarmi da dove vengo e della giornata speciale che ho passato.
Ancora una volta, i miei ringraziamenti piu’ profondi vanno a tutte le persone che hanno partecipato alla corsa in un modo o nell’altro. Grazie anche per le vostre generose donazioni che hanno raggiunto un incredibile totale di piu’ 1000EUR.
Abbiamo tutti preso parte a qualcosa di unico del quale ci dovremmo sentire orgogliosi.
Maratona #16 : Trentino Alto Adige – Trento 10/04/2012
Traduzione in italiano a breve (o se qualcuno si fa volontario….
Maratona #14 : Piemonte – Novara 07/04/2012
Per la tappa di Novara abbiamo avuto degli special guests con noi per la loro prima maratona. Rainer, Enrico e Beatrice.
Beatrice, la mia splendida sorella, l’avete gia’ conosciuta. Ci ha incontrati a Novara il venerdi’ tardo pomeriggio, per fare due chiacchiare, aperitivo e cena.
Enrico invece e’ un nostro grande amico dai tempi londinesi che non vedevamo da un paio d’anni. Abita a Torno, sul lago di Como con la moglie Barbara e i piccoli Davide e Sofia (che noi non abbiamo ancora incontrato.. mannaggia!). Quando si dice amicizia, il Sabato di Pasqua, si e’ svegliato alle 5 del mattino lasciando la famiglia per raggiungerci a Novara. D’altra parte si era allenato tantissimo per questa maratona. La settimana scorsa ha fatto 4km, per essere sicuro di non strafare!
Non poteva di certo mancare! Ha portato con se un amico, Rainer, un ragazzo tedesco di 55 anni che vive anche lui a Torno. Specifico ragazzo perche’ ne dimostra molti meno.
Ci siamo trovati alle 7 in centro a Novara dove Lidia ed io abbiamo parcheggiato e siamo stati la notte. Si e’ capito subito che sarebbe stata una giornata divertente, i due sono arrivati caricatissimi ed hanno cominciato le loro “danze” di riscaldamento (che ho prontamente catturato su video). Appena il team era al completo e caldo, siamo partiti. Beatrice con la sua bicicletta che ha dato a noi in usufrutto per tutte le corse di Outruncancer – e mi sa che se ne pente un po’ visto lo stato in cui l’abbiamo ridotta. Lidia, Enrico e Rainer con due biciclette, per alternarsi nella corsa.
La tappa di Novara era perfetta per il “gruppone”. Per la maggior parte della corsa, eravamo persi per le campagne con nessuna macchina a darci fastidio. Il primo accompagnatore e’ stato Rainer, con il quale ho fatto 12km. Abbiamo parlato un po’ di tutto ed oltre ad essere un personaggio interessantissimo e simpatico, ho scoperto che e’ il proprietario di una enoteca a Torno. Mi sono segnato l’indirizzo, non appena avro’ la possibilita’ andro’ certamente a trovarlo. Verso il dodicesimo km, ha cominciato a sentire un dolore/crampo al gluteo cosi’ ha lasciato il posto ad Enrico, che a quel punto era scalpitante di cominciare. Saranno state tutte le barrette energetiche che si era mangiato nel frattempo.
Con lui ho fatto i successivi 9km. E’ stato un vero piacere correre e chiacchierare con lui. E’ una persona che stimo moltissimo ed ho sempre ascoltato i suoi consigli. Uno dei primi, quasi dieci anni fa, e’ stato quello di usare la musica di Pino Daniele per conquistare questa bella napoletana di nome Lidia che mi era venuta a trovare a Londra… che dire, ha funzionato! Questa volta abbiamo parlato di come si sta ad essere papa’.. non posso svelare quale e’ stato il suo consiglio!!!
Al km21, Lidia ha dato al cambio ad Enrico correndo con me altri 13km. Come al solito e’ andata benissimo, sono sicuro che fara’ un buonissimo tempo la settimana prossima alla maratona di Milano. E’ molto piu’ veloce ed ha una andatura molto piu’ consistente di un mese fa. Nel frattempo Beatrice aveva cominciato a nutrire i primi dubbi sulla validita’ del mio tracciato e delle mie note di una pagina visto che eravamo gia’ un km in piu’ di quello che dovevamo essere in quel punto.
Al km34, Rainer ha dato al cambio a Lidia per 3km, prima di doversi fermare perche’ il suo crampo alla gamba era troppo forte. Quindi Enrico ha preso il suo posto per altri 3km. A questo punto eravamo a 40km ma la linea d’arrivo era ancora ben distante. Lidia ha dato il cambio ad Enrico per altri 3km, mentre Beatrice faceva da navigatore satellitare – direttore traffico in bicicletta in mezzo al traffico. Per qualche motivo eravamo finiti dalla parte sbagliata di Novara. Ci devono aver preso per matti a correre in tutto quel casino.
A maratona completata, avevamo ancora 2-3km per tornare al camper. Lidia si e’ data di nuovo il cambio con Enrico per gli ultimi difficilissimi km. Gia’ da qualche km, il piede mi faceva veramente male. Il dolore del giorno precedente era aumentato notevolmente tanto che quando ci siamo fermati ho cominciato a zoppicare. Ma niente paura. Non si molla. In questi giorni sto ricevendo cosi’ tanto supporto da amici, conoscenti e sconosciuti che mollare e’ l’ultimo dei miei pensieri. Ci siamo quasi, domani maratona numero 15 e da li’ dovrebbe essere tutto in discesa.
A maratona ultimata, Beatrice ha organizzato per una doccia calda per tutti. La mattina aveva parlato con i proprietari dell’hotel dove era stata la notte – Hotel Croce di Malta di Novara – e non solo ci hanno messo a disposizione una stanza per la doccia ma hanno anche fatto una donazione alla nostra causa. Che dire, lungo questo percorso in tutta Italia abbiamo incontrato un sacco di persone generose. Questo riempie l’animo e le gambe di energia. Quindi grazie anche a voi Elia e Mariangela!
Per Rainer, Enrico e Bea. Complimenti per la vostra prima maratona! Anche se in bici od in bici/piedi, e’ comunque una bella prova!
Le statistiche della giornata.
Rainer : 15km corsa, 29km bici
Enrico : 12km corsa, 32km bici
Lidia : 17km corsa, 27km bici
Bea : 44km bici
Tempo: 4:12,
Distanza: 42.20,
Numero partecipanti : 5
Food/Hydration: 3 home made power bar, 2 liters of water
Garmin GPS: http://connect.garmin.com/activity/
Le cose piu’ belle: Il sorriso di Beatrice e “pippi calze lunghe” cantata da Enrico.
Maratona #13 : Liguria – Genova 06/04/2012
Ieri sera arrivati in Liguria, abbiamo perlustrato il tragitto della corsa, per farci un’idea di come erano le strade ed il percorso. Sara’ stato che era quasi buio, che eravamo stanchi dalla giornata di guida, che c’era traffico nelle stradine strette e che il nostro campervan non e’ molto manovrabile in salita, ma il percorso ci ha .. colpiti! Il commento di Lidia e’ stato “ma tu sei fuori”, e non me lo aveva mai detto prima, nemmeno quando ho annunciato le mie intenzioni di correre 20 maratone in 29 giorni. La ragione erano i sali e scendi continui da Camogli a Buscagli e l’ultima salitona fino al nostro campeggio. Quando a Luglio ho mappato le varie corse, ricordo di aver fatto fatica a trovare una parte piana in Liguria, sembra che sia una regione 90% montuosa! E chi lo avrebbe mai detto? (la geografia non e’ mai stato il mio forte..) Comunque il tracciato finale non mi era sembrato cosi’ male.. invece dal vivo le cose erano un po’ diverse.
Fattosta’ che abbiamo deciso che il mattino sarei andato in solitario, senza la compagnia di Lidia in bici. Le salite sarebbero state troppo dure per la sua bici col cestello! Visto che dovevamo anche lasciare il camping a mezzogiorno, sono partito un po’ prima del normale, nel caso avessi impiegato piu’ del previsto. Contavo infatti di metterci 4 ore e mezza o anche di piu’.
Ho deciso di fare la parte piu’ dura all’inizio, da Buscagli a Camogli ed indietro. Sono partito conservativo, aspettandomi di soffrire nelle varie salite. Invece, con un po’ di stupore ma tanto piacere, le salite che la sera prima mi erano sembrate ripidissime lunghissime e frequentissime, non erano cosi’ male. Una cosa che certamente non avevo notato guidando, e’ quanto spettacolare era il tragitto. Ricorda “le 5 terre” con tutti gli edifici tenuti benissimo e colorati, tanti a strapiombo sul mare. Le strade, anche quella principale, sono strette e piene di vicoli e scalinate che portano alle case o giu’ al mare.
I km sono passati velocemente e mi sono trovato al km 10 a Camogli in un’ora, niente male. Camogli e’ proprio un paese bellissimo, mi sarei certamente fermato per un caffe’ ed una focaccia se non avessi avuto uno schedule cosi’ tirato. Ho anche fatto un video, che mettero’ sul youtube channel (www.youtube.com/turrinil). Anche il ritorno da Camogli non e’ andato poi male, cosi’ con 20km nella saccoccia, ho fatto un breve pit stop a Buscagli a salutare Lidia mentre si faceva un bel cappuccino alla faccia mia. Da li, ho continuato verso Genova, per altri 10km, senza idea del profilo che poi non si e’ rivelato cosi’ male. Cosi’ ho completato la mia maratona numero 13 in 4h e 7 min, ben al di sotto delle prospettive negative della mattinata!
Ora siamo in viaggio verso Novara per la maratona numero 14. A Novara ci incontreremo con mia sorella Beatrice ed un altro caro amico, Enrico, che non abbiamo visto da alcuni anni! Quindi non vediamo l’ora!! Domani sara’ una giornatona! Resta solo da convincere Beatrice a seguirci in bici per 42km.. la vedo dura!
Le statistiche della corsa:
Tempo: 4h:09,
Distanza: 42.20
Partecipanti: 1 (solo io!)
Cibo: 1 Lidia’s power bar, 1.75l water
Garmin GPS : http://connect.garmin.com/activity/164664469
Cose piu’ belle: Scoprire che le salite non erano poi cosi’ male!! Camogli certamente, un paese bellissimo!
Note di viaggio..
Siamo quasi alla fine della terza settimana.. wow! Questi giorni stanno volando.
Finora e’ stata un’esperienza incredible. Abbiamo visto posti bellissimi (anche se solo per breve tempo) ed incontrato persone meravigliose. Ma devo ammettere che non e’ sempre semplice.
Per darvi un’idea, una giornata tipica si svolge cosi’:
5:30 sveglia, colazione, poi carichiamo la bici con tutte le cose da portarci dietro, un ultimo sguardo alla mappa per capire il percorso e alle 7:30 in punto si parte. Dipendentemente dal tipo di corsa (se e’ un giro oppure da A a B) io seguo Luca in bici per tutto il percorso o solamente per una parte e poi corro con lui gli ultimi 10-15km. Circa 4 ore dopo siamo di nuovo al camper e abbiamo un po’ di intrugli vari da preparare: frullati per il recovery e succhi di verdure.
Una doccia veloce e poi e’ tempo di preparare il pranzo. Finito di mangiare si riparte subito per un’altra citta’. Ma non senza aver preso un buon espresso prima! Potrebbero esserci dalle tre alle cinque ore di guida..
Quando finalmente arriviamo al campeggio, c’e’ un rito essenziale da seguire: svuotare e ricaricare la tanica d’acqua, ricaricare tutti i notebooks, telefoni, machine fotografiche, orologi garmin e ogni sorta di gadget che possediamo.. senza dubbio siamo una coppia che ama la tecnologia!
E’ subito ora di riprendere a cucinare, stavolta per cena. Luca ha bisogno di seguire una dieta particolare per fare il carico di energia ed assicurare un corretto e rapido recupero muscolare. Per cui non ci sono mai cibi pronti o da asporto qui da noi, ma solo pasti nutrienti e genuini che ahimè, richiedono spesso una lunga preparazione.
Finita la cena bisogna pubblicare le foto ed i video, e scrivere qualche riga riguardo la corsa sul nostro blog. Verso le 22:00 siamo tutti e due cotti a puntino.. con l’ultimo briciolo di energia, prepariamo le cose per il giorno dopo. Si ricomincia.
Alcuni giorni sono così stanca che mi capita di perdere di vista cosa stiamo facendo e soprattutto il motivo per cui lo facciamo. Così rileggo questo biglietto che mi hanno dato le mie cuginette Lara e Alessia (8 e 9 anni). Dice: “Lidia, Luca, continuate a sperare, il cancro non e’ invincibile!!! Cara Lidia, complimenti per la corsa e i suoi motivi (la ricerca contro il cancro. Auguroni da Alessia, Lara, Piccy.”
Quando ho letto questa nota per la prima volta, non potevo credere a come, nonostante la tenera eta’, avessero chiaramente percepito il messaggio di questa sfida.
Guardo i disegnini che accompagnano le loro parole di incoraggiamento e mi viene da sorridere. E così’, magicamente, ritrovo tutta l’energia e la motivazione per affrontare una nuova giornata.
Lidia