Marathon #10: Abruzzo – Pescara 01/04/2012

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Un altro grandioso week-end.. pienissimo e senza momenti di pausa, per prendere il massimo da un’esperienza che ricordero’ per tutta la vita.

Dalla malattia di mia madre, ho imparato l’importanza del tempo. Di come sia importante non rimandare a domani per non aver rimpianti, di come sia importante fermarsi un attimo per passare qualche ora tra amici e persone vicine e vivere insieme momenti che diventeranno ricordi condivisi. Mi rendo conto di essere veramente fortunato. Fortunato ad avere cosi’ tanti amici generosi che si fanno in quattro per raggiungerci anche solo per fare due chiacchiere o darci una mano in questa nostra avventura. Non ho parole.

Questi tre giorni di corsa sono partiti Venerdi’ 30 Marzo da Termoli, in Molise. Arrivati il mercoledi’ sera precedente, Lidia ed io abbiamo avuto un paio d’ore per noi il Giovedi per un bel giretto in bici per tenere le gambe in movimento. La corsa partiva da Termoli, per completarsi a Campomarino Lido, al campeggio dove alloggiavamo. Ho corso i primi 18km da solo per la bellissima Termoli, ricca di monumenti storici e con strane “palafitte” sul porto dalle quali calano le barche in mare. Lidia mi aspettava al km 18 con la bici, per fare il resto della corsa con me.

E’ stato bello continuare insieme e chiacchierare durante il percorso cambiato da quello originale causa una rotonda che non c’e’. Ancora una volta Google mi ha fatto uno scherzo: verso il km 20, ci aspettavamo di trovare una rotonda che collegava due strade invece al suo posto abbiamo trovato il nulla.. un campo che finiva sulle rotaie del treno con tanto di transenne e divieti d’accesso. Cosi’ ci siamo ritrovati a fare un po’ di giri in tondo e cambi all’ultimo minuto chiedendo consigli alle poche persone locali che ci vedevano spuntare dalle viette piu’ strane e piccole. Siamo riusciti a costruirci un percorso parallelo niente male, che passava tra le campagne dell’area per passare da Campomarino centro, con una bella parte in salita tanto per cambia’! Dicevo che mi piacevano le salite vero?

Dovendo improvvisare, abbiamo dovuto stimare le distanze. Siamo finiti a fare un paio di km in piu’ dei 42.2km e devo dire che li ho sentiti tutti. Infatti dal km 38 in poi ho fatto veramente fatica, le mie gambe erano pesantissime. Raggiunta la distanza maratona, ogni passo in piu’ e’ stato proprio una pena. Fortunatamente, una volta arrivati al campeggio, Lidia aveva gia’ pronto uno dei suoi super smoothies rigeneranti e dopo un bagno giacchiato nel mare ho ritrovato il sorriso.

Siamo partiti nel primo pomeriggio per raggiungere la prossima tappa, Ancona dove un amico ci aspettava.

Phil e’ un nostro carissimo amico inglese, che ho conosciuto nel lontano 1998. Allora viveva in Italia, a Castiglione di Stiviere e lavoravamo per la stessa compagnia. Siamo sempre restati in contatto, specialmente durante gli anni in cui Lidia ed io abbiamo vissuto a Londra dove la nostra amicizia e’ certamente cresciuta. Phil e’ sceso da Londra per passare un paio di giorni con noi ed aiutarmi nelle maratone delle Marche e Abruzzo accompagnandomi in bici.

Ci siamo incontrati ad Ancona verso le 8 della sera, dopo che per un’ora abbiamo cercato di parcheggiare la nostra casa-mobile nel centro storico della citta’. Non una buonissima idea dato che la citta’ e tipicamente italiana con mille vie e strade strette su ciotoli ed in collina. Si puo’ dire che abbiamo creato un po’ di scompiglio, bloccando il traffico con le nostre numerose inversioni a U! Questi romani non hanno proprio pensato ai camper quando hanno costruito le strade???

Dopo una passeggiata in centro, ci siamo fatti una cenona di pesce in centro ad Ancona. Una chiacchiera tira l’altra e ci siamo ritrovati ad andare a dormire quasi a mezzanotte. Anche se non proprio fresco, alle 5:30 del giorno dopo ero pimpante per la corsa con Phil. Dopo un’altra arrampicata per le stradine del paese ed un paio di inversioni, alle 7:30 eravamo pronti a partire. Anche Phil e’ entrato subito nella parte, infatti in sella alla sua bici, si e’ trasformato nel
mio allenatore. Siamo partiti con lui che intonava a sguarciagola la canzone di Rocky e mi diceva “Dai che ce la puoi fare, vai col destro vai col sinistro”.. io che tiravo i pugni in aria convinto, mentre passavamo davanti ad una scuola con un po’ di ragazzini che ci guardavano straniti. Una bella partenza!
In 5 minuti io ero gia’ bello che caldo, mentre Phil non molto. Nessun problema, i successivi 3km erano tutti in salita, dal livello del mare a 100m. Con quella bici, Phil faticava quasi piu’ di me ed e’ arrivato alla cima bello che caldo! I primi 18km non sono stati proprio ideali, correndo su strade principale con Phil che mi proteggeva non facendosi intimorire dalle macchine. Ah.. dimenticavo di dire che Phil parla un perfetto italiano, quindi si faceva ben capire rispondendo a tutti quelli che suonavano il clacson! Dal km18 in poi era tutto lungomare, fino a Senigallia. Strade larghe e vuote, un bellissimo panorama con un sole battente (sopra i 20gradi).
Lungo la strada abbiamo parlato un po’ di tutto ed i km sono passati velocemente tanto che non mi sono nemmeno reso conto di aver corso 30km fino a quando abbiamo raggiunto Lidia. Abbiamo continuato per il lungo mare tutti insieme per finire giusti giusti verso mezzogiorno. Orario perfetto per una breve nuotatina al mare (sempre ghiacciato) ed un pranzo da leoni. Unico rimpianto e’ stato non unirmi a Lidia e Phil per un bicchiere di vino.

Dopo pranzo, Phil si e’ offerto volontario per guidare fino ad Ancona, la nostra prossima tappa.
Che amico.. non potevamo essere piu’ grati. Lidia poteva rilassarsi un po’ mentre io non mi sono fatto tanti problemi e mi sono schiantato a letto..

Verso le 7 siamo arrivati ad Ancona e si e’ capito subito che sarebbe stato una gran domenica. Ad aspettarci c’erano due altri amici di Londra, Emiliano ed Ania, che da qualche anno sono “tornati” in Italia. “Tornati” vale solo per Emiliano perche’ Ania e’ polacca. Un piacere enorme rivederli dopo 3 anni e mezzo. Un abbraccio e tutto era come se non ci fossimo visti da qualche settimana. Una intimita’ che si ha solo con i veri amici. Quel pomeriggio erano anche arrivato il fratello di Emiliano, Gregory, con la ragazza Viviana da Madrid. Si sono aperte un paio di bottiglie di vino e da li’ e’ cominciata la serata.. io purtroppo sempre ad acqua e cercando di fare stretching ad ogni occasione possibile. Ho addirittura sfoggiato le mie “compression tights”.. che sexy! 🙂 Piu’ sul tardi sono arrivati altri due amici di Emiliano, Mark ed Elena (lui australiano lei russa) ed e’ stato come essere di nuovo a Londra. Un gruppo di persone da tutte le parti del mondo con storie differenti, insieme senza pregiudizi, genuinamente interessanti delle storie altrui. Questo mi manca di Londra.. Sydney non e’ certamente cosi’ multiculturale.
Lidia ed io ci siamo ritirati presto ed abbiamo lasciato i ragazzi a continuare la festa.

Il mattino, siamo partiti puntualissimi dalla piazza di Francavilla al mare. Emiliano, Phil e Gregory mi hanno accompagnato in bicicletta mentre Lidia, Ania e Viviana, dopo averci salutato ed augurato in bocca al lupo sono andate zitte zitte al bar a farsi caffe’ e brioche! Il percorso era tutto lungo mare fino a Pescara. Gia’ dall’inizio e’ stato proprio uno spasso correre con loro, suonavano il campanello della bici in continuazione con cori di incitamento. I primi 10 km pero’ li ho sentiti tantissimo nelle gambe e nella testa. Nonostante la discreta notte di sonno mi sentivo stanco. Qui l’idea di prendere un caffe’ al volo.. letteralmente.. Phil e’ andato avanti qualche km, ordinato i caffe’ ed io ho bevuto il mio in un pit stop che non sara’ durato piu’ di 10secondi.. alla faccia dei pit-stop della Ferrari. La caffeina ha fatto subito effetto e da li ho cominciato ad accelerare. Abbiamo continuato fino a Pescara centro dove Emiliano ha improvvisato un tragitto all’interno della citta’. Bellissimo, ci ha fatto vedere un sacco di piazze e vie.. anche se le abbiamo fatte tutte contro senso. vabbe’. Nel frattempo, i cori di incitamento sono diventati vere e proprie canzoni, con Phil come Ipod vivente (i video su facebook)… sicuramente ci hanno scambiati per scemi. Al km 30, le ragazze ci hanno fatto una sorpresa, venendoci a trovare. Gregory mi aveva promesso ragazze brasiliane che ballavano la samba a quel km ma mi sono accontentato dei sorrisi nostrani. Intanto le mie gambe cominciavano a viaggiare ancora meglio dei 10 km precedenti, qualche fastidio ma niente di serio. Dal km 33 al 38, Gregory ed io siamo restati da soli causa pit-stop aperitivo per Phil ed Emiliano, d’altra parte lo sforzo fisico fa venire sete! Questo mi ha permesso di conoscere Gregory un po’ meglio e chiedere qualche informazione sul mondo dello spettacolo visto che lui e’ un attore di teatro in Spagna. Magari finito quest’anno di intensa corsa, torno a fare un po’ di teatro.
A qualche decina di metri dal traguardo, le ragazze mi sono venute incontro ed abbiamo corso tutti insieme, mani alzate verso la linea immaginaria del traguardo.

10 maratone fatte, meta’ strada. Un immenso milestone per me e non c’era modo migliore per celebrarlo tra amici. E con i genitori di Lidia che hanno guidato per 4 ore e mezza per venirci a salutare.

Emiliano ci ha portati sulle colline abruzzesi per un pranzo tipico.. tutto buonissimo e porzioni piu’ che abbondanti, con finale di arrosticini di carne di pecora e grappe. Per il completamento della maratona 10, mi sono anche concesso un bel bicchiere di vino rosso!

Il pomeriggio e la serata sono terminati a casa di Emiliano, con una festa improvvisata, con musica che ha spaziato dalla disco al punk polacco e samba brasiliana… per fortuna che Emiliano non ha vicini di casa, perche’ abbiamo fatto serio casino dalle 5 del pomeriggio fino a quasi mezzanotte. Mi sono divertito un sacco nonostante la mia completa sobrieta’!

Il lunedi’ e’ stato un dispiacere andarcene. Emiliano, Ania e Phil hanno confermato ancora una volta di essere persone ed amici formidabili. Ci hanno dato una carica incredibile per continuare questa nostra avventura. Grazie

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